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Campagna di sensibilizzazione indirizzata alle Istituzioni

della Regione Emilia Romagna volta alla creazione

di un fondo a sostegno del settore

cine-televisivo e multimediale

Questa iniziativa nasce affinché possa con vigore riprendere vita il settore audiovisivo della nostra regione. Riteniamo necessario unire le figure professionali, imprenditoriali, creative e associative di tutte le province della Regione Emilia Romagna, per sensibilizzare le istituzioni sulle ricadute economiche, occupazionali e di promozione turistica che il rilancio dell'industria cine-televisiva avrebbe anche con elenco di proposte costruttive di cui da tempo sentiamo la necessità.

Proposte:

1. Film Fund: Istituzione di un Film Fund (Fondo per il Cinema) regionale per la promozione, la valorizzazione del patrimonio e della cultura cinematografica per lo sviluppo delle produzioni audiovisive (Es: Film Fund delle regioni: Toscana, Piemonte, Puglia, Friuli ecc.) attraverso contributi diretti a sostenere la realizzazione di opere audiovisive girate esclusivamente in tutto o in parte in Emilia Romagna.

Lo scopo di tale sostegno alla produzione è attrarre nel settore dell'audiovisivo investimenti diretti e indiretti, consentire l'impiego delle maestranze tecniche e artistiche regionali, mettere in contatto le strutture pubbliche e private del territorio con le esperienze produttive nazionali e internazionali, contribuire alla diffusione delle identità culturali dell'Emilia Romagna.

Le richieste di contributo saranno vagliate da una commissione formata da storici e critici del cinema, direttori di Festival, personale della Regione, ecc. I componenti dovranno essere proposti dalle associazioni e istituzioni che operano nel settore. Il lavoro della commissione deve avvenire all’insegna della trasparenza.
Il lavoro della commissione deve avvenire all'insegna della trasparenza facendo attenzione che non si creino situazioni di conflitto di interessi.

Per garantire opportunità alle realtà produttive della nostra regione riteniamo che gli incentivi debbano essere di due tipi: il primo per le società di produzione locali a sostegno di autori e idee, patrimonio culturale del Ns. territorio, il secondo per produzioni nazionali e internazionali di opere girate in tutto o in parte in Emilia Romagna.

L'istituzione di tale fondo è da prevedersi in tempi brevi, in considerazione dell'attuale tendenza alla riduzione del Fus (Fondo Unico per lo Spettacolo) statale e alla contestuale crescita di diversi Fus regionali, come l'esempio del Furs, (Fondo unico regionale per lo spettacolo, della Lombardia).

2. Creazione di un network fra le realtà commerciali coinvolte nella produzione per abbassare i costi di ospitalità, concordando tariffe agevolate con albergatori, società di ristorazione, trasporti, location pubbliche, fornitori di materiali tecnici, liberi professionisti del settore.

3. Promozione e marketing internazionale attraverso un'attività promozionale e pubblicitaria: es riviste di settore nazionale ed internazionali, stand durante i principali festival di cinema (Cannes, Berlino, Venezia, Locarno ecc) con materiale divulgativo e illustrativo della nostra regione, location e professionalità esistenti.

4. Attivazione di uno sportello Antenna Media che possa mettere in rete le realtà del settore audiovisivo dell’Emilia Romagna per lo sviluppo di co-produzioni europee.

5. La creazione di un "Centro polifunzionale a sostegno delle produzioni audiovisive" (Vedi esempio Cineporto in Piemonte): teatri di posa, uffici, attrezzerie, camerini ecc. Questa struttura potrebbe rientrare nel progetto dell'ex Manifattura Tabacchi di Via Stalingrado, Nuovo Distretto Multimediale. E’ necessario che si costituisca all’interno del Nuovo Distretto della Multimedialità una Consulta dello Sviluppo dell’Audiovisivo che comprenda i rappresentanti delle realtà associate produttive e professionali della regione, al fine di avviare una politica che sia aderente ai bisogni del territorio regionale.

6. Compito della Consulta sopracitata sarà anche la promozione e la costituzione di una rete di privati (Case di Produzione, distributori, tecnici, albergatori, esercenti, ecc) che abbiano come obbiettivo quello di pubblicizzare il territorio attraverso l'impiego delle esistenti forze audiovisive per attrarre produzioni nazionali e internazionali. Questa rete dovrà lavorare a stretto contatto con gli enti locali esistenti in materia di cultura e spettacolo: Film Commission, Università, programmando riunioni periodiche con società e operatori del settore audiosivo per valutare esigenze, problematiche e proposte. Compito della film commission dovrà essere anche quello di realizzare un’ azione di tutoraggio di progetti selezionati, secondo criteri che vanno individuati anche con il contributo della Consulta sopra citata.

La regione Emilia Romagna e la città di Bologna investono molte risorse nella formazione di operatori dello spettacolo che purtroppo rischiano di non poter esercitare la loro professione in futuro poiché le grosse produzioni cinematografiche e televisive stanno andando altrove, là dove le Regioni e le città hanno creato incentivi per attrarle. Prioritario, in questa fase, non è la formazione ma l’investimento diretto ad incentivare la produzione di nuove opere, senza le quali la professionalità non può esercitarsi e quindi crescere. Molti professionisti dell'audiovisivo migrano dalla nostra realtà per poter lavorare. L' occupazione delle imprese esistenti del settore e quelle dei futuri operatori devono essere tutelate. Il recente progetto che vede Regione e Cineteca impegnate congiuntamente a finanziare, su base triennale, il settore audiovisivo è sicuramente meritevole ma rischia di essere insufficiente al grave stato di difficoltà del settore, specie per quel che riguarda il sostegno alla produzione.

E' necessario comprendere che l'industria audiovisiva ha grandi potenzialità economico occupazionali nel territorio in cui viene svolta: si calcola, laddove le Regioni investono finanziando in diversi modi e quindi incentivano le produzioni alla realizzazione di progetti sul territorio, che l'investimento elargito ritorni alla collettività in una proporzione pari a tre, quattro volte l'ammontare iniziale.

Basti pensare a quanto può spendere una produzione cinematografica per: alberghi, ristoranti, trasferimenti, assunzione di personale tecnico e artistico in loco, acquisti e noleggi materiali di scenografia, costumi, attrezzature tecniche e consumi di ogni genere legati all'impiego di persone della troupe locale e in trasferta per lunghi periodi.

Segnaliamo che le cifre di cui parliamo sono somme ingenti: tra 50.000,00 e 200.000,00 euro a settimana in base all'entità del progetto (Esempio: Nauta Film per "L'Ispettore Coliandro", Colorado Film per "Quo Vadis Baby", Casanova Srl per "Nebbie e delitti", Arancia Film per "L'uomo che verrà").

Gli incentivi alle produzioni, oltre alla ricaduta economica sul territorio, creano l'affinamento delle professionalità dei lavoratori del settore: 28.000 operatori dell’audiovisivo e del multimediale (ICT) e oltre 2000 iscritti alla facoltà del DAMS e ai corsi di formazione professionali.

Se nuovi e sempre più numerosi progetti non entrano in produzione, tutta la filiera è destinata ad entrare in crisi.

La Regione Emilia Romagna vanta ricchezze storiche, culturali e paesaggistiche che la rendono unica per la varietà e diversità del suo territorio. Il cinema e le produzioni audiovisive rappresentano una promozione nazionale ed internazionale di questo patrimonio. Il binomio audiovisivo/territorio rafforza il posizionamento delle location regionali come destinazioni turistiche e contribuisce a caratterizzare un brand territoriale.

Sempre più forte è la necessità di costituire una rete su tutto il territorio regionale per rivitalizzare un bacino vasto e funzionale per il cinema sia in termini di esperienza e professionalità diffusa che in termini di strutture per promuovere l'immagine del territorio.

Isabella Aldrovandi, Paolo Angelini, Valentina Barato, Roberta Barboni, Giovanna Canè, Jonathan Girolami, Leonardo Grimaldi, Gregorio Maraschini, Alessandra Masi, Elia Mazzoni, Federico Mutti, Enza Negroni, Franco Pannacci, Luigi Zanolio

 

Aderisci anche tu a questa iniziativa!

 

Per informazioni: info@profilmemiliaromagna.it

 

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